Ieri pomeriggio sono andato a Sassari, in Zona Industriale Predda Niedda dove le vie sono contraddistinte da numeri, un po' come a New York: strada nr.5, strada nr.21 e via dicendo.
Quindi verrebbe da pensare che sia abbastanza facile trovare una strada, che ne so magari la nr.24 che dovrebbe trovarsi nei paraggi della 23 o della 25.
E INVECE NO!!!
Dopo un'ora di giri e di avanti e indrè ho capito quale solenne e formale procedura è stata adottata per determinare la toponomastica Preddanieddiana: è stata affissa ad un muro - in una sala del Comune, all'uopo predisposta - la planimetria della zona, dopodichè è stato chiamato il primo passante che casualmente transitava davanti al portone del municipio e - dopo averlo bendato e dopo avergli somministrato numerosi bicchierini di abardente, fil'è ferru, birra, alkermes, amaretto di Saronno e liquore di mirto - l'assessore competente gli ha consegnato alcune freccette numerate - previamente estratte a sorte da una teca d'oro dal figlio, anch'egli bendato, di un alto funzionario statale - con l'incarico di lanciarle a casaccio sulla planimetria.
Ogni freccetta ha così dato il nome alla strada sulla quale è andata a finire.
Avventure provvisorie, vite provvisorie
Momenti grigi, provvisori
Istanti blu cobalto,
Provvisori come sogni completi
Comportamenti,
storie,
casualità
Provvisorietà
Io li ricordo, ma solo provvisoriamente
Delicate impronte nella memoria
Provvisoriamente incompleta
La mia
Come orgasmi provvisori
Li rivoglio, ma erano provvisori
Intensamente provvisori
Ma c'erano
Provvisoriamente provvisori
Come gli spigoli
Paurosamente provvisori
Come i miei angoli
Arriverà qualcosa, qualcuno
Torneranno forse
Quei tempi provvisori
Provvisoriamente felici
Per quei baci
E quegli odori
Segretamente provvisori,
Fiduciosamente provvisori
Maledettamente provvisori
Come quelle lacrime
Inconcludentemente provvisori
Come quei rumori
Ossessionantemente provvisori
Come quelle parole
Celatamente provvisori
Come quegli sguardi
In questa mente provvisoria
In una notte provvisoria
Spigolosamente provisoria
Pazzamente provvisoria
Pienamente provvisoria.
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Ruolo 24/12-1 del 21 gennaio 2321
Tribunale Etico Supremo
- IV° Sezione Morale -
Relazione definitiva sul processo
“Diritto di Stato/Signorina Giacomazzi”
La vicenda ha preso il via da una cablodenuncia inviata olisticamente al “Centro Nazionale per l’Allegria” dal titolare del Supermercato “Spendifelice”, ubicato nel Comune di Felicia in Via Aurelio Contentucci 12, il quale ha segnalato la presenza di una signorina scontenta all'interno del suo esercizio; a riprova di ciò ha allegato opportuna videoregistrazione, dalla quale è emerso icto oculi il fumus di colpevolezza della segnalata.
Sulla scorta di tale comunicazione l’Ufficio Zonale, prontamente attivato dal C.N.A, ha inviato sul posto due Ispettori Mezzani i quali hanno tentato invano di far desistere la donna, identificata in tale Giacomazzi Ermenegilda, dal suo triste cipiglio, ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione Novella.
A nulla sono valsi gli inviti a danzare sulla sequenza musicale di Stato (nella fattispecie un motivo brioso) che il direttore aveva prontamente diffuso nei suoi locali, ove gli Ispettori avevano previamente rilevato un tasso di serenità di gran lunga superiore alla soglia minima di legge.
La Giacomazzi è stata pertanto tratta in arresto in flagranza di reato ed accompagnata nell’hotel penitenziario circoscrizionale a ritmo di samba; l’arrestata non ha partecipato al festoso trenino locomotorio condotto dagli ispettori procedenti ed ha mantenuto per tutto il tragitto un triste silenzio.
Una perquisizione nella sua abitazione ha evidenziato:
* presenza di due quasarvideodisc clandestini, che si allegano alla presente relazione, contenenti un videomanifesto non autorizzato sulla “gioia” ed un videomessaggio in codice.
Una scansione peritale aprioristica ha inequivocabilmente accertato, oltre la matrice sovversiva di tale materiale, che sia il videomanifesto sia il videomessaggio sono stati prodotti in un antico idioma non ancora del tutto decifrato. Sono in atto ulteriori indagini al fine di identificare la persona che compare in tali quasarvideodisc in compagnia della Giacomazzi la quale, dal canto suo, non ha inteso fornire alcun chiarimento in ordine a tale preoccupante materiale.
* presenza di una poesia non autorizzata intitolata “Profumi e balocchi”, di cui si allega solo il testo in quanto la videotrasposizione è risultata talmente priva di contentezza e cruda da indurre il Gran Consiglio a ipomaterializzarne ogni supporto anticartaceo per motivi di sicurezza mondiale.

* evidenti tracce di incontri amorosi e sessuali condotti senza autorizzazione mandamentale.
Interrogata dal Procuratore della Serenità durante la festa vespertina del medesimo giorno, la Giacomazzi, rifiutando ogni cioccolatino ed ogni bevanda, ha pronunciato unicamente le seguenti parole: “Rido e sono contenta quando cazzo mi pare e non per legge”.
A tale affermazione il Procuratore le ha contestato i reati di “sovversione dell’ordinamento principale dello Stato postmoderno”, “produzione e possesso di materiale antigioviale” e "proselitismo antifestoso".
L’avvocato Contentino Gioioso, il difensore obbligatorio che ha personalmente assistito alle operazioni, ha correttamente riso e celiato sulle questioni in causa ed ha sagacemente proposto motivi di ulteriore divertimento, senza neppure omettere di attirare l’attenzione sulle ridicole peculiarità fisiche e psichiche dell’incolpata.
Dopo 14 cicli psicotermici la Giacomazzi è stata dichiarata colpevole dal Tribunale di primo grado e condannata ad essere lanciata, nel giorno di festa Mondiale Collaterale, da un pallone sonda ad una altezza non inferiore a 5.000 metri dentro un vulcano in modesta attività.
Durante le fasi del processo, così come alla lettura della sentenza, l’imputata non ha battuto ciglio e non ha inteso in nessun modo partecipare ai numerosi festeggiamenti tenutisi in suo onore nell’aula del Tribunale.
Non essendo stato interposto appello, questo Tribunale, prima di dare esecuzione alla sentenza, ha effettuato l’ultimo tentativo previsto dalla Legge, ma senza successo. Come da videoverbale allegato noi Giudici sottoscritti, nella giornata dedicata alla Liberazione dalla Musoneria Comunista, abbiamo formalmente tentato di convincere per l’ultima volta la condannata a rivedere le sue posizioni, a dimostrarsi legalmente felice e ad unirsi alle danze, ma senza esito.
Il comportamento della Giacomazzi ha arrecato grave disdoro e nocumento alla sicurezza mondiale in quanto la felicità, l’allegria e la contentezza sono un diritto-dovere per l’intera popolazione civile, conquistato con secoli di lotte e di sacrifici.
Tutto ciò premesso, questo Tribunale, espletati i festeggiamenti di legge, ha confermato la condanna.
Poco prima di scomparire all’interno del cratere in cui è stata lanciata, la Giacomazzi ha gridato: “Lottate per un mondo veramente libero, libertà di gioia!”
Si allega videorapporto della festa di esecuzione della sentenza, alla quale ha assistito l'Imperatrice del Mondo (quella vestita di bianco col cappellino infiorato che appare dopo circa due minuti) che si è esibita in uno stupendo assolo di danza festosa.
Così doveva succedere.
Allegria e festosità.
I Giudici.
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Se durante la lettura di questo post non hai sorriso - anche in forma minimale - almeno due volte, verrai deferito al Tribunale che ha condannato la Giacomazzi.
Anche per tutta questa settimana Maria Adamini è in mostra su Saatchi Gallery con quest'opera. Andatela a vedere e votatela (praticamente è un ordine).
Lasciate qui anche un vostro commento se vorrete. Chi non commenta e chi non vota verrà da me pubblicamente additato.
IL GHIACCIO SI SCIOGLIE E I SUOI ABITANTI SI PERDONO NEL MARE, ECCO IL GRIDO DI CIO' CHE C'ERA ...........ED ORA STA PER SCOMPARIRE.